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9/25/2006

.: 25/9 :.

Sono tornato da allenamento da poco, circa mezz'ora, sono un po stanco e magari il mio ragionamento potrebbe non filare via troppo liscio. Ho deciso che prima di andare a dormire dovevo rendere "pubbliche" ancora una volta le mie idee; insomma il blog alla fin fine deve rispecchiare la mia persona più o meno. Il pensiero che mi tiene impegnato da due giorni a questa parte è l'eutanasia (dal greco: ευθανασία -ευ, eu, "bene", θανατος, thanatos, "morte": "buona morte") [Fonte Wikipedia]. Probabilmente, ancora una volta, il problema è visto da dietro un "obbiettivo" adolescenziale, ma siccome è come lo vedo io, rassegnatevi.
Il problema, chiaramente, è di difficile soluzione.
Reputo l'eutanasia come un diritto, che un cittadino di un paese democratico debba avere. Insomma una persona nasce non per suo volere, viene concepita da un uomo e una donna (necessariamente e non per intromissione di spiriti celesti, o presenze divine), perchè quando sente che la propria vita non è più "propria" non può decidere di smetterla?! Chi non glielo permette?! I cardinali? Buttiglione? Non voglio buttarla sulla politica, anche se inevitabilmente credo che ci cadrò dentro.
Mussi (Ministro della ricerca) in un intervista sull'Unità dice :
«la tecnica consente di salvare un enorme quantità di vite che non avevano speranza» ma dall´altra «consente di prolungare il dolore oltre ogni immaginazione».
Siccome fino a prova contraria il dolore altrui (e neanche il proprio) e quantificabile credo, ribadendolo, che il fatto di decidere se vivere o meno per MALATI TERMINALI sia un diritto civile; probabilmente la nostra vita è una delle pochissime cose che sono realmente nostre al giorno d'oggi. Lasciateci fare di essa quello che vogliamo.

Questa è la mia vita
se entri chiedimi il permesso
[Luciano Ligabue]



5 Commenti:

Anonymous Loki dice...

Dopo allenamento sei solito filosofeggiare? :D
Addirittura i termini tecnici usi...me fai venì rabbia, dato che io ho il debito! XD

L'eutanasia comunque secondo me è un diritto imprescindibile, e vista l'onnipresenza della Chiesa in ogni argomento sociale deve anche simboleggiare il diritto di decisione dell'uomo sulla propria vita;
per troppi secoli la Chiesa ha impaurito le menti deboli con la minaccia dell'Inferno, tanto che è abitudine comune, oggigiorno, tentennare di fronte a scelte di questo tipo in nome di una non-proprietà nei confronti della nostra vita...

E' tragico che un Paese ufficialmente laico sia bloccato da timori reverenziali dovuti a credenze religiose...
Ma si sa, l'Italia è sempre il contrario di ciò che è convinta di essere...

10:49 PM  
Anonymous Giuls dice...

Sono d'accordo con voi...l'eutanasia è un diritto!!!
Le persone malate gravemente, senza speranza che vivono aspettando la morte hanno il diritto di decidere quando vogliono di interrompere le loro sofferenze! Solo loro possono farlo ed è giusto che sia così!!!
Non dico altro perchè non ho voglia di polemizzare, di criticare, però ho detto quello che penso! Giuls

4:11 PM  
Anonymous Loki dice...

Riporto un tratto significativo della lettera aperta di Welby al Presidente Napolitano:

"Sua Santità, Benedetto XVI, ha detto che “di fronte alla pretesa, che spesso affiora, di eliminare la sofferenza, ricorrendo perfino all'eutanasia, occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale”. Ma che cosa c’è di “naturale” in una sala di rianimazione? Che cosa c’è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c’è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l’aria nei polmoni? Che cosa c’è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l’ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata? Io credo che si possa, per ragioni di fede o di potere, giocare con le parole, ma non credo che per le stesse ragioni si possa “giocare” con la vita e il dolore altrui."

6:04 PM  
Blogger •k¡†• dice...

grazie loki....

10:20 PM  
Blogger chit67 dice...

io penso fondamentalmente che la questione stia a nella capactà di intendere e di volere. Infatti spesso a mio avisoci si confonde tra l’eutonasia decisa da terzi e quella decisa da se stessi verso se stessi. Quella decisa da terzi può anche essere condannata, in base al fatto che credo non sia concesso a nessuno decidere sulla vita altrui; in caso di scelta consapevole e voluta io penso occorre appellarsi alla facoltà dell’individuo di poter decidere. Nella mia esperienza posso solo citarti le parole che mi disse una volta mio cognato, tetraplegico C2-C3 “ti sembra vita avere una mosca sul naso e non potertela togliere? ti sembra vita non bere e non mangiare se non ci sono altre persone accanto che te ne diano?”. Gli voglio un bene dell’anima ma proprio per questo vorrei avesse la possibilità di SCEGLIERE.

Un abbraccio
Chit

10:59 PM  

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